Parco Laurentino Acqua Acetosa: forse ci siamo

Il 22 novembre scorso la Giunta della Regione Lazio ha varato il nuovo testo del Piano della Riserva Naturale Laurentino Acqua Acetosa. Il nostro Parco. La proposta della Giunta è consultabile sul sito della Regione [ http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=236131 ]; il documento completo delle norme, delle cartografie e della progettazione analitica è di diverse centinaia di pagine.

Dopo la battuta d’arresto per “vizio di forma” all’inizio del 2016, ora il Piano è all’esame della Commissione regionale Ambiente, poi il Consiglio Regionale dovrà approvarlo. Sono gli ultimi passi di un lungo percorso iniziato nel 1997, che dovrebbe finalmente arrivare al traguardo tra breve. Il Piano costituisce lo strumento normativo certo che definisce l’insieme delle regole per poter progettare la rinascita di un’area naturalistica fortemente degradata, per proteggerla da interventi speculativi, per aggregare forze sociali interessate alla sua rinascita.

I contenuti fondamentali che rappresentano la conclusione più significativa di questo iter sono:

  • la nuova perimetrazione che ricompone la frammentarietà dell’area protetta passando dai 150 ettari della perimetrazione originaria a 252 ettari. Include così anche l’area del Castellaccio, lo splendido casale ristrutturato e destinato ad attività museali sulla collina vicina al complesso di Euroma2, e comprende nuove aree a ridosso del GRA, escludendo nuovi insediamenti residenziali su quei terreni;
  • la valorizzazione dell’area archeologica all’interno della Riserva naturale;
  • il blocco delle cubature nell’area del vecchio stabilimento dell’Acqua San Paolo che potrà riprendere la sua attività senza alterare le caratteristiche del Parco.

Se si tiene conto che con recentissimi provvedimenti del Comune di Roma sono continuate le revoche delle concessioni dei PVQ (Punti Verde Qualità) già iniziate dalla giunta Marino a seguito del parere negativo dell’Autorità anticorruzione e del buco di bilancio derivato al Comune dalla cattiva gestione delle concessioni, decade anche la proposta controversa di un PVQ a ridosso dell’area Papillo che figura ancora nelle Schede progetto del Piano. [http://www.romatoday.it/politica/punti-verde-qualita-concessioni_.html ]

In questo quadro positivo rimane aperta l’esclusione dal Piano dell’area adiacente alla Motorizzazione civile (M1). Il suo inserimento avrebbe imposto una accelerazione alla ricollocazione degli autodemolitori da tempo richiesta dalle istituzioni locali e dai cittadini. Con la speranza che in sede conclusiva il Consiglio Regionale possa recuperare questo limite, continueremo comunque a sostenere l’obiettivo della rimozione e la destinazione di questa fetta di territorio pubblico a fini compatibili con il Parco.

Come Circolo del Partito Democratico abbiamo fatto la nostra parte, insieme all’Associazione culturale La Scintilla in prima fila che da tempo, con i consiglieri municipali del PD della precedente amministrazione, col CdQ Laurentino e da ultimo anche con il CdQ Colle Parnaso,  si sono impegnati per il recupero del Parco alla città.

Come ha ricordato la nostra consigliera della Regione Lazio, Cristiana Avenali, nell’incontro recente al Circolo, difendere il “capitale naturale” corrisponde a una visione del mondo che si sta facendo sempre più strada nella coscienza popolare. Un parco urbano non è solo sottratto alla speculazione, ma è più salute, clima migliore e anche risparmio per la collettività.

riservalaurentina

Perimetro originario della Riserva Laurentina Nuovo perimetro deliberato dalla Giunta regionale

 

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