Tesseramento

E’ possibile iscriversi al Partito Democratico presso i locali del circolo PD Laurentino “Petroselli”.

5 RAGIONI PER ISCRIVERSI AL PD

  1. Per riaffermare il senso dello Stato: uno Stato al servizio di tutti i cittadini e non solo di pochi.
    Uno Stato in cui i tre poteri fondamentali: Legislativo, proprio del Parlamento eletto dai cittadini, Esecutivo, proprio del Governo, Giudiziario, proprio della Magistratura inquirente e giudicante, sono chiamati ad operare in autonomia e indipendenza, nel rispetto dei princìpi costituzionali e delle leggi.
    Il controllo del loro operato in ordine al rispetto della Costituzione è esercitato dalla Corte Costituzionale e, in ordine alle leggi del Parlamento e dei Decreti del Governo, tale controllo è esercitato anche dal Presidente della Repubblica.
    Oggi stiamo vivendo una “anomalia populista” in cui il Presidente del Consiglio pretende di subordinare a sé gli altri poteri, quasi avesse una investitura divina.
  2. Per restituire alle persone il Diritto/Dovere di Cittadinanza, recuperando il piacere della partecipazione e della espressione consapevole. (Riforma elettorale, conflitto di interessi). Il modello di “democrazia autoritaria”(datemi la fiducia, ci penso io!) tende a costruire il culto della personalità, deforma la realtà, esercita una manipolazione culturale della pubblica opinione fino a narcotizzarla, restringe l’area di partecipazione e le Istituzioni tendono ad assumere connotati sempre più autoritari.
  3. Per restituire dignità a donne e uomini attraverso una più equa redistribuzione della ricchezza (riforma fiscale), misure strutturali di rilancio dell’economia, garanzia del lavoro, attenzione alla famiglia, rispetto per l’ambiente, moralità pubblica.
    Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crisi economica senza uguali. Dal 2008 al 2009 il PIL è sceso di 6 punti e mezzo, quasi metà di tutta la crescita dei 10 anni precedenti, il reddito reale delle famiglie si è ridotto del 3,4% e i loro consumi del 2,5%, le esportazioni sono cadute del 22%,gli investimenti delle imprese sono diminuiti del 16%.
    I fallimenti di imprese, soprattutto piccole, sono stati 9.400 nel 2009, ¼ in più rispetto all’anno precedente. L’evasione dell’IVA è pari a 30 miliardi l’anno, corrispondente a 2 punti di PIL. Il rapporto Deficit/PIL è maggiore del 6%, quando l’Europa ci impone un tetto massimo del 3%.
    La pressione fiscale complessiva rispetto al PIL è passata dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. Eppure si afferma che non sono state messe “le mani nelle tasche degli italiani”!
    L’occupazione strutturale è crollata: la disoccupazione complessiva si attesta all’ 8,4% ma quella giovanile raggiunge il 26,8%. Le situazioni di lavoro precario, di contratti a termine non rinnovati, di collaborazioni chiuse o di partite IVA senza più un impiego rappresentano un fenomeno diffuso e difficilmente quantificabile. Il 21,4% dei pensionati italiani vive con meno di 500 € al mese.
  4. Per una giustizia uguale per tutti. Le leggi “ad personam” hanno vanificato questo concetto contribuendo a diffondere nei cittadini una sensazione di impotenza, di malessere e di sorda rassegnazione.
  5. Per risvegliarsi dal torpore, recuperare vitalità, ritrovarsi in tanti, capaci di credere ancora nell’onestà, nel rispetto reciproco, nelle Istituzioni, punti cardine del nostro vivere civile.
    Il punto in cui siamo arrivati (delegittimazione delle Istituzioni, strapotere della casta, tracotanza nell’illegalità, individualismo diffuso, disparità economiche sempre più evidenti a danno delle classi più deboli….) può rappresentare un baratro senza via di uscita in cui vige la legge violenta della giungla, oppure il fondo di un dirupo le cui pareti offrono degli appigli solidi per poter risalire lentamente: dipende da noi, ce la possiamo fare!
5 RAGIONI PER ISCRIVERSI AL PD1. Per riaffermare il senso dello Stato: uno Stato al servizio di tutti i cittadini
e non solo di pochi.Uno Stato in cui i tre poteri fondamentali: Legislativo, proprio del Parlamento
eletto dai cittadini, Esecutivo, proprio del Governo, Giudiziario, proprio della Magistratura
inquirente e giudicante, sono chiamati ad operare in autonomia e indipendenza, nel
rispetto dei princìpi costituzionali e delle leggi.Il controllo del loro operato in ordine al rispetto della Costituzione è esercitato dalla
Corte Costituzionale e, in ordine alle leggi del Parlamento e dei Decreti del Governo, tale
controllo è esercitato anche dal Presidente della Repubblica.Oggi stiamo vivendo una “anomalia populista” in cui il Presidente del Consiglio,
eletto da circa il 38% degli aventi diritto al voto, pretende di subordinare a sé gli altri
poteri, quasi avesse una investitura divina!2. Per restituire alle persone il Diritto/Dovere di Cittadinanza, recuperando
il piacere della partecipazione e della espressione consapevole. (Riforma
elettorale, conflitto di interessi).Il modello di “democrazia autoritaria”(datemi la fiducia, ci penso io!) tende a
costruire il culto della personalità, deforma la realtà, esercita una manipolazione
culturale della pubblica opinione fino a narcotizzarla, restringe l’area di partecipazione e
le Istituzioni tendono ad assumere connotati sempre più autoritari.

3. Per restituire dignità a donne e uomini attraverso una più equa
redistribuzione della ricchezza (riforma fiscale), misure strutturali di
rilancio dell’economia, garanzia del lavoro, attenzione alla famiglia,
rispetto per l’ambiente, moralità pubblica.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crisi economica senza uguali.
Dal 2008 al 2009 il PIL è sceso di 6 punti e mezzo, quasi metà di tutta la crescita dei 10
anni precedenti, il reddito reale delle famiglie si è ridotto del 3,4% e i loro consumi del
2,5%, le esportazioni sono cadute del 22%,gli investimenti delle imprese sono diminuiti
del 16%.

I fallimenti di imprese, soprattutto piccole, sono stati 9.400 nel 2009, ¼ in più rispetto
all’anno precedente.
L’evasione dell’IVA è pari a 30 miliardi l’anno, corrispondente a 2 punti di PIL1

Il rapporto Deficit/PIL è maggiore del 6%, quando l’Europa ci impone un tetto massimo
del 3%

La pressione fiscale complessiva rispetto al PIL è passata dal 42,9% del 2008 al 43,2% del
2009. Eppure si afferma che non sono state messe “le mani nelle tasche degli italiani”!

L’occupazione strutturale è crollata: la disoccupazione complessiva si attesta all’ 8,4%
ma quella giovanile raggiunge il 26,8%. Le situazioni di lavoro precario, di contratti a
termine non rinnovati, di collaborazioni chiuse o di partite IVA senza più un impiego
rappresentano un fenomeno diffuso e difficilmente quantificabile. Il 21,4% dei pensionati
italiani vive con meno di 500 € al mese.2

4. Per una giustizia uguale per tutti

Le leggi “ad personam” hanno vanificato questo concetto contribuendo a
diffondere nei cittadini una sensazione di impotenza, di malessere e di sorda
rassegnazione.

5. Per risvegliarsi dal torpore, recuperare vitalità, ritrovarsi
in tanti, capaci di credere ancora nell’onestà, nel rispetto
reciproco, nelle Istituzioni, punti cardine del nostro vivere civile.

Il punto in cui siamo arrivati (delegittimazione delle Istituzioni, strapotere della
casta, tracotanza nell’illegalità, individualismo diffuso, disparità economiche sempre più
evidenti a danno delle classi più deboli….) può rappresentare un baratro senza via di
uscita in cui vige la legge violenta della giungla, oppure il fondo di un dirupo le cui pareti
offrono degli appigli solidi per poter risalire lentamente: dipende da noi, ce la possiamo
fare!